Il Sindacato dov’è ?

Parafrasando una canzone , di Giovanotti “la casa dov’è”?
Già, il Sindacato dovrebbe essere la casa dei lavoratori, un’istituzione normata dalla stessa Costituzione e che proprio negli anni ‘70 , con lo Statuto dei Lavoratori il Sindacato è diventato l’indomabile fortezza in cui rinchiudersi qualora il padronato si scordasse il diritto di chi lavora.
Negli “anni di piombo”, i sindacalisti si schierano a favore dello Stato decidendo di isolare i brigatisti rossi e neri, pagando caramente questa scelta, subendo attacchi fisici, anche mortali.
E poi che succede?
Lentamente , inesorabilmente, il sindacato diventa sempre più datore di lavoro e imprenditore, ad esempio con i CAF , scordandosi sempre di più di fare sindacato , preferendo fare soldi.
Troppi Onorevoli sono , o sono stati sindacalisti, troppi sindacalisti trovano spazio in strutture parallele alla politica, come nella commissioni e nelle presidenze di enti locali.
Ma il problema non sarebbe nemmeno questo, se il Sindacato continuasse ad essere presente sulle problematiche del lavoro.
Certo ufficialmente, tutte le sigle sono ai loro posti per discutere e battersi per il rinnovo dei contratti e per la tutela sanitaria sui posti di lavoro, ma poi il bollettino di guerra redatto giornalmente sulle morti bianche dimostra che il sindacato è troppo assente, malgrado i delegati per la sicurezza che ogni organizzazione ha, si continua a morire, che succede, perché non intervengono con la dovuta solerzia denunciando le pericolose torture e negligenze dei datori di lavoro?
E poi viene da domandarsi, con l’avvento del Covid, dove sono finiti i Sindacati?
Sono rimasti intrappolati nelle chiusure forzate che sono diventate drammaticamente, chiusure e basta, con la dolorosa realtà di una scomparsa reale di piccoli e medi imprenditori, dei loro dipendenti, delle famiglie e dell’indotto falcidiati e disperati, e che dire delle riaperture?
La politica ci informa che l’Italia riprende, con 5 milioni di poveri assoluti, una pletora di cassa integrati e con i giovani a cui non viene data, per ora, nessuna speranza.
Le riaperture, scollegate con la realtà dl pase, senza sentire e verificare lo stato delle cose sul territorio, ma cosa comica che il Governo chiede ai sindacati proposte e loro gli rispondono che deve decidere la politica, lavandosi le mani senza alcun pudore, chissà, forze il sindacato passera alla storia come Ponzio Pilato.
Ma ora si riapre , e i sette nani sindacali, con il cappello in mano e la testa china, vanno in pellegrinaggio da Draghi, per dire “sissignore”, anche se sembra che dicano “nossignore”, che strana magia.
Troppi interessi, troppo denaro deve inviare l’Europa e che deve essere gestito per dire di no a Draghi, e quindi….
Si, sissignore, presenti e obbedenti.
L’Alitalia licenza e noi facciamo una manifestazione e la loro coscienza sindacale è salva.
Le multinazionali, ci dicono che torneranno ad investire, ma per ora chiudono e delocalizzano come se piovesse.
Ma i sindacati che fanno?
Dove sono le marce e gli scioperi degli anni 70 e 80, dove sono le battaglie di piazza coni dirigenti sindacali alla tesa degli scioperanti e che sfidano le forze dell’ordine, le “cariche” e gli arresti?
E’ storia passata, ora si dice “SI” con signorile reticenza al Governo e si fa quello che il padrone vuole.
E noi lavoratori?
La casa dov’è, forse i lavoratori dovrebbero cercarsene un’altra e un’altra tutela sindacale.

Articolo del direttore Dario Miccheli

Redatto Da Giovanni De Ficchy Ed Eros Spada

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